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Metà Luglio, Il Sole Splende

 Metà luglio, batte il sole su un pomeriggio dedito all'otium, lo sdraio giallo ai piedi della piscina azzurra, a fianco un'amica compila un cruciverba. Entriamo in acqua, scattiamo alcune foto, sorridenti, veniamo male. Non sono fotogenico. Usciamo, prendiamo l asciugamano, la piscina sta chiudendo, sono le sette. Ci salutiamo e diamo appuntamento a più tardi. Mi sento leggero, anche troppo leggero, o forse dovrei dire vuoto.

 Giungo alla base, mi chiedo che ora sia, precisamente, perchè non sono più le sette. Non porto l'orologio, controllo il telefonino. Già, ma dov'è? Qui non c'è. Lì nemmeno. Lo avevo portato con me in piscina. Torno in piscina, non c'è. I bagnini non l'hanno visto. Digito il numero sul telefono del papà: spento. Ho la precisa sensazione che non lo vedrò più. Sono turbato. No, non sono realmente turbato. Valuto lucidamente la situazione: niente più sms da persone che non vedo mai e che non mi interessano; niente più sms da persone con cui non voglio chiaccherare; niente più stupidi, laconici, ambigui, inespressivi sms. Inizio a sentirmi un uomo che esce di prigione dopo tanti anni, che riassapora, respira, vive. Inizia a scivolare giù quell'opprimente dipendenza, cola come il sudore dopo una corsa, e io, in un certo senso, sono sotto una bella doccia calda.

 Sto senza. Non lo possiedo. Non ho un numero di telefono. Ce l'avevo un tempo, il mio numero era 3478446369, tanto per statistica, ora riposa in pace, ora è giunto il mio momento, ora sono libero di camminare, di osservare, di ascoltare una persona senza dover improvvisamente rispondere ad un'altra. La gente si lamenta delle tasse, io nel frattempo ne elimino qualcuna.

 Mi sento padrone del mio destino, come mai lo ero stato.

 

 Sapete qual'è il bello?

 C'è più di qualcuno che vorrebbe costringermi, ora, ad averne uno. Quando ho compiuto gli anni, in un pacchetto arancione ho trovato un Samsung C260, una sim nuova, 5 euro di traffico.

 Su tutte queste belle cose si accomoda a poco a poco un velo di polvere.

Pubblicato il 29/12/2008 alle 14.52 nella rubrica Diario.

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